PERCHÈ IL SUICIDIO?

Perchè il suicidio? 

EDIT: DOTT.SSA PSICOLOGA STEFANIA LANCINI

suicidio bansky

 

Perché il suicidio?
Perché arrivare a tanto?
Perché ha mollato?
Perché non me ne sono accorta/o?
Cosa avrei potuto fare?
Queste sono alcune delle tante domande che ci facciamo di fronte ad un atto di suicidio a cui difficilmente avremo una risposta certa.

Nemmeno io posso garantire una risposta unanime a questo atto, in quanto ogni individuo è irripetibile e porta alle spalle una storia unica e differente dalle altre, ma cercherò di darvi una lettura in chiave Analitico Transazionale.

Innanzitutto vorrei spiegarvi la scelta dell’immagine di Bansky, di una donna che, sparandosi,fa uscire delle farfalle dalla testa.
Avete mai provato a mettere una farfalla in un barattolo? , ebbene sì essa inizia a muoversi in continuazione cercando disperatamente ossigeno.

Provate a pensare di inserirne molteplici, cosa succederebbe?
Metaforicamente io paragono queste farfalle ai nostri pensieri, soprattutto quelli “scomodi” che sono racchiusi nella nostra mente. Spesso accade proprio questo, pensieri che si muovono nella testa in cerca di qualcosa..una soluzione..una risposta.., pensieri che vorrebbero prendere ossigeno ma non sanno come fare.
Io penso che il suicida consideri la morte come unica soluzione possibile e liberatoria ai suoi pensieri e al suo dolore.
Nessuno desidera veramente morire, quello che si desidera è non soffrire più. Il suicida confonde, mescola questi messaggi e ne agisce di conseguenza.

In Analisi Transazionale si utilizzano i concetti di io sono ok,tu sei ok per indicare le posizioni esistenziali che ognuno di noi assume durante la vita e/o in un determinato momento, circa il valore essenziale che si percepisce in sé e negli altri. Ognuno di noi nasce nella posizione sopracitata, sono le esperienze di vita, le relazioni, i messaggi verbali e non verbali, il modellamento … che fanno cambiare quest’ultima.
Solitamente, chi arriva al suicidio ha sempre una convinzione su di sé e sugli altri fatta di svalutazione. Questo concetto si può esemplificare in: io non sono ok, tu non sei ok, in cui nessuno ha speranza, sia io che tu siamo “inutili”.
La posizione di vita sintetizzata in questo modo va a giustificare la propria decisione di morire togliendosi la vita, per fare del male a se stesso e, probabilmente, all’altro.
“Io sono inutile, non trovo soluzioni, immaginiamoci tu che sei inutile quanto me, come potresti aiutarmi?”, questo potrebbe essere uno dei tanti messaggi insiti nella persona che decide di suicidarsi.
Voglio chiarire e specificare che, il suicidio è un atto estremo per denunciare il proprio malessere ma non è l’unica soluzione di denuncia possibile.
E’ probabile che molti di noi abbiano preso in considerazione l’idea del suicidio in un momento di dolore o che abbiano provato sentimenti di inutilità su se stessi e sugli altri, con questo non significa che ci sia il rischio di compiere un atto di suicidio, in quanto le componenti sono molteplici e differenti da una storia all’altra.
In Analisi Transazionale si parla anche di messaggi di copione che ci vengono inviati dai nostri genitori o caregiver fin da quando siamo nati. Se vi siete mai sentiti inutili, privi di valore o abbiate preso in considerazione l’idea del suicidio, molto probabilmente tra i vostri messaggi di copione c’è il “non esistere”.
L’ingiunzione “non esistere” è piuttosto ricorrente nell’analisi del copione di vita delle persone e viene trasmessa attraverso il canale del non verbale.
Tuttavia, non è vero che chiunque abbia ricevuto tale ingiunzione arriverà al suicidio, quanto è vero che chi commette suicidio ha sicuramente ricevuto questa ingiunzione.
Fortunatamente, siamo abbastanza creativi per trovare dei modi di sopravvivere, nonostante ci abbiano detto di “non esistere”!

Questo mio scritto non ha lo scopo, come ho citato inizialmente, di dare delle risposte ad un atto estremo come il suicidio, piuttosto mira alla sensibilizzazione di alcuni temi che oggi giorno interessano il nostro paese e che, attualmente coinvolgono anche molti giovani adulti che hanno ancora molto da dare e ricevere.

 

Logo prova 2  Dott.ssa Stefania Lancini

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